Forte Malamot

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Cartografia
Località partenza Dogana al Lago del Moncenisio, (Val Susa)
Classificazione
Difficoltà BC / OC-
Dislivello mt. 1400 c.a.
Quota partenza
Quota arrivo 2900 mt.
Tempo percorrenza 7h
Km percorsi/sviluppo 35 km
Tipo di terreno
Ciclabilità in salita 100%, in discesa 90%
Descrizione sintetica Il giro in esame si snoda attraverso 3 fortificazioni che formavano parte del sistema difensivo italiano nelle alpi occidentali fino alla fine del secondo conflitto mondiale e si sviluppa attorno al lago del Moncenisio che da qualunque punto del tragitto lo si guarda fa da sfondo naturale.
Il paesaggio naturalistico che ci circonderà per tutto il giro è estremamente crudo ed offre ai visitatori aria fresca oltre a un notevole pezzo di storia testimone di molteplici avvenimenti bellici avvenuti nel corso degli ultimi 400 anni.
Le caratteristiche ideali per il biker desideroso di affrontare il giro sono: tenacia, preparazione tecnica e spirito di osservazione.
Descrizione Si parte dal piazzale della gran Croce percorrendo la carrareccia che si trova sul fronte orografico destro della sponda del lago con direzione
Il giro nel suo complesso non è lunghissimo ma le difficoltà non mancano, prime fra tutte la mancanza di acqua lungo il percorso unito al fatto che durante il tragitto si toccano quote di tutto rispetto (2900m s.l.m.) pertanto è d’obbligo il consiglio di prendersela comoda, risparmiare le forze e viaggiare con sufficienti vestiti nello zaino per ogni evenienza.
La salita al forte Malamot (costruito nel 1889 a 2913m.s.l.m.) prevede una serie di tornanti nei quali il fondo degrada lentamente (segno che i manutentori delle strade sterrate montane di un tempo non si trovano più e l’interesse bellico alle suddette costruzioni è venuto meno) facendosi sentire proprio negli ultimi 200m di dislivello che separano il biker nel suo tragitto dalla vetta.
Dal Malamot si gode di un ottima vista che spazia a 360° sull’alta val Cenischia con il lago ed il Rocciamelone proprio di fronte. La posizione del forte di fatto è studiata per poter osservare con cura i movimenti dell’esercito nemico senza al tempo stesso farsi colpire e 200 anni fa le cose stavano in quest’ordine delle cose. Con il passare del tempo (neanche poi tanto a guardar bene) l’evoluzione delle armi da fuoco ha preso il sopravvento sull’ingegneria civile fino a rendere praticamente inutile o quasi la fortificazione d’alta quota.
E’ ora di riprendere il viaggio che si presenta ancora assai lungo.
In discesa non si percorrerà il percorso fatto in salita se si esclude l’ultima rampa che consente di raggiungere il Malamot; giunti infatti al colle al posto di scendere lungo la strada sterrata ci si dirige verso la nostra prossima meta il forte Pattacrouse. La discesa che ci aspetta per un primo tratto si svolge su dolci pendii erbosi piacevolissimi, attenzione solo ai bunker realizzati nel passato. La rotta da tenere è quella in direzione del lago fino a giungere in corrispondenza della testa del drago da dove non senza difficoltà si tenterà di scendere.
La discesa è semplicemente OC (avete capito bene) e i punti da fare con mtb a mano non mancano; è la classica discesa che da un lato ridimensiona il biker ponendo ogni cosa al suo posto come è giusto che sia e dall’altro esalta la soddisfazione che ogni biker potrà provare nell’effettuarla.
Alla fine comunque non sarà grande il biker che avrà percorso il 100% della discesa ma colui che riuscirà a tornare indietro senza danni avendo con equilibrio optato quali tratti si possono percorrere da quelli che è meglio evitare.
Giunti al forte Pattacouse (costruito tra il 1887 e il 1889) neanche il tempo di osservarlo che occorre ripartire con la circunavigazione del lago del Moncenisio fino a raggiungere lo svincolo che si snoda a sinistra in corrispondenza della chiesa che si trova sulla sponda orografica destra alla volta del forte Roncia.
La salita di per se non è delle più impegnative ma a valle del percorso svolto fin’ora e in considerazione delle residue forze rimaste anche le salite di media pendenza su fondo non ottimale costituiscono una notevole barriera non sempre superabile con i soli colpi di pedale. Percorrendo questo tratto si ha modo di soffrire e di riflettere se sono state spese bene le proprie energie durante il percorso.
Per fortuna il forte Roncia (costruito tra il 1877 e il 1880, 2294m.s.l.m.) non è lontano e come una stella cometa ci guida fino a se stesso; la postazione militare un tempo presidiata dall’esercito ora è meta di viandanti e bestiame che pascola nelle immediate vicinanze.
Girando attorno al Roncia si può scendere da dove si è arrivati ed invece no; ancora una volta decidiamo di scendere dal lato opposto da quello ove siamo giunti sfruttando un sentiero che a tratti si dimostra essere tecnico e insidioso ma che 15 minuti ci consente di giungere in prossimità del lago.

Autore Marino Bersia
Ultima percorrenza settembre 2012
Periodo consigliato Da giugno a settembre
Mappa
Profilo altimetrico
Foto

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