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Lasciata
l’auto nel piazzale posto al termine dell’asfalto,
si attraversa un ponte e ci si infila nella stradina in
leggera salita tra le casette della frazione. Mantenendo
sempre il sentiero principale dopo circa 800 metri si
transita su un ponte il legno, oltre il quale il
sentiero diventa più ripido e più sconnesso a causa
della presenza di un fondo piuttosto pietroso.
Dopo
un tratto decisamente ripido costituito da un
susseguirsi di stretti tornanti si ritrova la strada
sterrata che da Villanova sale alla conca del Prà e che
d’inverno è chiusa al traffico veicolare, e da qui in
poi la si segue fedelmente sino all’ingresso nella
suggestiva conca del Prà (fotografia) (1h30’).
Presso
la conca si può sostare al rifugio Willy Jervis, aperto
tutto l’anno.
Da
qui i più allenati possono proseguire per il colle
Barant. Per raggiungere la meta non sono presenti tacche
o altri segnali per l’orientamento ma è facile
seguire la vecchia strada in disuso che ormai è ridotta
a poco più che un sentiero. Entrando nella conca,
tralasciando il ponte in legno, si devia a sinistra per
il pendio boscoso e dopo un primo tratto faticoso dritti
per il pendio ci si ricongiunge alla
strada e da qui in poi la si segue fedelmente,
evitando di avventurarsi in pendii troppo inclinati. La
strada non è mai troppo ripida e pertanto il percorso
benché lungo non è mai troppo faticoso. Usciti dal
bosco il colpo d’occhio sulla conca del Prà è
fantastico; dall’altra parte della valle ci sono le
montagne che fanno da spartiacque con la Francia ed in
particolare il colle della Croce altro itinerario
consigliato.
Giunti
in un pianoro (1h45’ dal rif.Jervis) che si affaccia
verso la parte bassa della valle, si inverte direzione e
si marcia su un lungo traverso quasi in piano che dopo
circa 1 km raggiunge l’oasi botanica del colle Barant
ed un impianto meteo regionale. Da qui si scorge il
colle poco più in alto e lo si raggiunge seguendo il
percorso più breve (2h dal rif. Jervis). Dal colle dove
è presente anche il rifugio omonimo lo spettacolo in
giornate serene è fantastico: il Monviso e le cime
dell’alta Val Pellice mentre in lontananza si può
scorgere la pianura.
Per
la discesa si consiglia di seguire l’itinerario di
salita nella parte più alta e spoglia di vegetazione,
mentre nella parte bassa con neve sicura si può
tagliare un po’ di percorso specie nel tratto boscoso,
senza però mai perdere la via del ritorno. Dalla conca
fino a Villanova si deve invece necessariamente seguire
l’itinerario della salita.
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